Glossario del DVR e della sicurezza sul lavoro
Le parole e le sigle che incontri nel D.Lgs. 81/2008 e nel tuo documento, spiegate in poche righe.
A
- Accordo Stato-Regioni
- Intesa raggiunta in sede di Conferenza Stato-Regioni che stabilisce durata, contenuti e modalità dei corsi di formazione in materia di sicurezza sul lavoro. Per la formazione di lavoratori, preposti, dirigenti e datori di lavoro il riferimento è l’Accordo del 17 aprile 2025 (n. 59/CSR). Ore e scadenze dei corsi si leggono sul testo in vigore: in caso di dubbio chiedi al tuo RSPP o all’ente che organizza il corso. Approfondisci
- Addetto al primo soccorso
- Lavoratore che il datore di lavoro designa per intervenire nei primi momenti di un infortunio o di un malore e per attivare i soccorsi (art. 18, comma 1, lettera b, e art. 45). Riceve una formazione specifica e in azienda deve esserci la cassetta di pronto soccorso, secondo il DM 388/2003. Nei casi previsti dall’Allegato II può svolgere il compito anche il datore di lavoro, dopo la formazione (art. 34). Approfondisci
- Addetto al servizio di prevenzione e protezione (ASPP)
- Persona che collabora con il RSPP all’interno del servizio di prevenzione e protezione (art. 2, comma 1, lettera g). Deve avere i requisiti professionali dell’art. 32: titolo di studio e formazione specifica a moduli. Nelle piccole aziende di solito non c’è: il servizio si riduce al RSPP, interno o esterno, oppure al datore di lavoro che svolge direttamente il ruolo. Approfondisci
- Addetto antincendio
- Lavoratore che il datore di lavoro designa per attuare le misure di prevenzione incendi, di lotta antincendio e di evacuazione e per gestire le emergenze (art. 18, comma 1, lettera b, e art. 43). Riceve una formazione specifica, la cui durata dipende dal livello di rischio incendio, secondo il DM 2 settembre 2021. Il numero degli addetti si decide con la valutazione, tenendo conto di orari e turni di lavoro. Approfondisci
- Agente biologico
- Microrganismo, coltura cellulare o endoparassita umano che può provocare infezioni, allergie o intossicazioni (art. 267). Il Titolo X del D.Lgs. 81/2008 si applica quando c’è esposizione, anche solo potenziale: per esempio dove si può entrare in contatto con sangue o altri liquidi biologici (tagli con lame, trattamenti estetici) o con muffe e batteri (pulizie, rifiuti). Da 11 a 50 lavoratori gli agenti biologici escludono le procedure standardizzate (art. 29, comma 7). Approfondisci
- Agente cancerogeno o mutageno
- Sostanza o miscela classificata come cancerogena o mutagena di categoria 1A o 1B (regolamento CLP), oppure processo indicato nell’Allegato XLII, come l’esposizione a polveri di legno duro (art. 234). Il Titolo IX, Capo II, impone di sostituire l’agente quando è possibile, ridurre l’esposizione, tenere un registro degli esposti e fare la sorveglianza sanitaria. Se ne sospetti la presenza, non procedere da solo: serve una valutazione specifica con un professionista. Approfondisci
- Aggiornamento del DVR
- Il DVR non scade ogni anno: va rielaborato entro 30 giorni quando cambiano in modo significativo il processo produttivo o l’organizzazione del lavoro, dopo un infortunio significativo, quando la sorveglianza sanitaria lo richiede o con l’evoluzione della tecnica (art. 29, comma 3). Le misure di prevenzione vanno aggiornate subito e il cambiamento comunicato al RLS o al RLST. Una nuova impresa valuta subito i rischi ed elabora il documento entro 90 giorni dall’inizio dell’attività (art. 28, comma 3-bis). Approfondisci
- Allegato II del D.Lgs. 81/2008
- Allegato che indica fino a quale dimensione il datore di lavoro può svolgere direttamente i compiti del servizio di prevenzione e protezione, cioè fare lui il RSPP. I limiti sono 30 lavoratori per le aziende artigiane e industriali e per quelle agricole e zootecniche, 20 per la pesca, 200 per tutte le altre. Il datore di lavoro deve seguire il corso previsto e informare prima il RLS (art. 34); il ruolo resta escluso per le attività dell’art. 31, comma 6, come le strutture di ricovero e cura. Approfondisci
- Articolo 29, comma 7
- Comma dell’art. 29 del D.Lgs. 81/2008 che esclude le procedure standardizzate per alcune attività, tra cui quelle che espongono a rischi chimici, biologici, atmosfere esplosive, agenti cancerogeni o mutageni e amianto. Il testo richiama il comma 6, cioè i datori di lavoro fino a 50 lavoratori: se l’esclusione valga anche fino a 10 lavoratori è oggetto di letture diverse. Nel dubbio, conferma la scelta del formato con il tuo RSPP. Approfondisci
- Atmosfera esplosiva (ATEX)
- Miscela con l’aria di sostanze infiammabili sotto forma di gas, vapori, nebbie o polveri, in cui la combustione, dopo l’innesco, si propaga a tutta la miscela non bruciata (art. 288). Il Titolo XI impone di valutare il rischio, classificare le aree e adottare misure; la sigla ATEX viene dalle direttive europee sul tema. Può riguardare, per esempio, polveri fini come la farina in certe lavorazioni, solventi o gas infiammabili. Approfondisci
- Azienda sanitaria locale (ASL / ATS)
- Ente del servizio sanitario regionale che, tra le sue funzioni, vigila sulla sicurezza nei luoghi di lavoro attraverso i servizi di prevenzione (art. 13). In alcune regioni ha un altro nome: per esempio ATS in Lombardia o AULSS in Veneto. Per le piccole aziende è di norma il primo organo di vigilanza che si incontra, anche dopo un infortunio. Approfondisci
C
- Codice ATECO (ATECO)
- Classificazione delle attività economiche dell’ISTAT: un codice da 2 a 6 cifre, come 56.10.11, che identifica la tua attività. Lo trovi nella visura camerale e nel cassetto fiscale; la versione attuale è ATECO 2025. Serve per statistiche e pratiche amministrative: da solo non decide né il livello di rischio né il formato del DVR.
- Consultazione del RLS e del RLST
- Prima di adottare il DVR il datore di lavoro consulta il RLS o, se non c’è, il RLST (art. 29, comma 2, e art. 50). Il RLS può chiedere informazioni sulla valutazione, fare proposte e ricevere copia del documento. È buona prassi metterla per iscritto con un verbale datato e firmato. Approfondisci
- CPI e SCIA antincendio (CPI)
- Per le attività elencate nell’allegato I del DPR 151/2011 la prevenzione incendi passa da una procedura con i Vigili del fuoco: si presenta la SCIA antincendio, cioè la segnalazione di inizio attività, e si va incontro ai controlli del Comando. Dove è previsto, il Comando rilascia il CPI, il documento di prevenzione incendi, che si accompagna a rinnovi periodici alle scadenze indicate. Non tutte le attività sono soggette: per sapere se la tua rientra nell’elenco, chiedi al RSPP o a un tecnico antincendio. Approfondisci
D
- Data certa
- Data che si può provare con un mezzo riconosciuto dalla legge. Per il DVR l’art. 28, comma 2, richiede la data certa, che si può attestare con la firma del datore di lavoro e, ai soli fini della prova della data, di RSPP, RLS o RLST e medico competente (se nominato). Se mancano alcune di queste figure si usano altre forme previste dalla legge, come la PEC. La data scritta o stampata sul documento, da sola, non è una data certa. Approfondisci
- Datore di lavoro
- Il titolare del rapporto di lavoro o, comunque, chi ha la responsabilità dell’organizzazione o dell’unità produttiva perché esercita poteri decisionali e di spesa (art. 2, comma 1, lettera b). Due obblighi non si possono delegare: la valutazione dei rischi con il DVR e la designazione del RSPP (art. 17). Per il resto la delega di funzioni è possibile, ma solo a precise condizioni (art. 16). Approfondisci
- Datore di lavoro RSPP
- Datore di lavoro che svolge direttamente i compiti del servizio di prevenzione e protezione, cioè fa lui il RSPP, quando l’Allegato II lo consente (art. 34). Deve seguire il corso previsto, aggiornarlo periodicamente e informare prima il RLS. Oltre i limiti di dimensione dell’Allegato II deve designare un RSPP. Approfondisci
- Dirigente
- Persona che, per competenze professionali e poteri gerarchici e funzionali adeguati all’incarico, attua le direttive del datore di lavoro organizzando l’attività lavorativa e vigilando su di essa (art. 2, comma 1, lettera d). Nelle piccole aziende spesso non c’è. Conta l’attività effettivamente svolta, non la qualifica scritta sul contratto (art. 299); chi è dirigente riceve una formazione specifica. Approfondisci
- Dispositivi di protezione individuale (DPI)
- Attrezzature che il lavoratore indossa o tiene per proteggersi da uno o più rischi: guanti, occhiali, scarpe antinfortunistiche, cuffie, mascherine (art. 74). Si usano quando il rischio non può essere evitato o ridotto a sufficienza con misure tecniche e organizzative (art. 75). Devono avere la marcatura CE, essere adatti al rischio e consegnati con le istruzioni; per alcuni serve anche l’addestramento. Gli indumenti di lavoro ordinari, che non proteggono da un rischio specifico, non sono DPI. Approfondisci
- Documento di valutazione dei rischi (DVR)
- Documento in cui il datore di lavoro, con il RSPP e dopo la consultazione del RLS o del RLST, riporta la valutazione di tutti i rischi per la salute e la sicurezza dei lavoratori, le misure di prevenzione e protezione, il programma di miglioramento, i ruoli e le mansioni a rischio specifico (art. 28, comma 2). Deve avere data certa ed essere custodito nell’unità produttiva. Fino a 10 lavoratori, e a scelta fino a 50, si può redigere con le procedure standardizzate. Approfondisci
- Documento unico di valutazione dei rischi da interferenze (DUVRI)
- Lo redige il datore di lavoro committente quando affida lavori o servizi a imprese o lavoratori autonomi dentro la propria azienda, e indica le misure per eliminare o ridurre i rischi dovuti alle interferenze (art. 26, comma 3). Non serve per i servizi di natura intellettuale, le mere forniture e i lavori o servizi fino a cinque uomini-giorno, se non ci sono rischi particolari (art. 26, comma 3-bis). Nei cantieri temporanei o mobili si applica invece il Titolo IV. Approfondisci
F
- Formazione, informazione e addestramento
- Sono tre obblighi distinti (art. 2 e artt. 36-37). L’informazione dice ai lavoratori quali sono i rischi e le misure; la formazione dà le conoscenze per lavorare in sicurezza, con corsi di durata e contenuti stabiliti dagli accordi Stato-Regioni; l’addestramento è la prova pratica sull’uso di attrezzature, DPI e procedure, fatta da una persona esperta. La formazione si svolge durante l’orario di lavoro e non costa nulla ai lavoratori. Approfondisci
I
- Idoneità alla mansione
- Giudizio che il medico competente esprime dopo la visita: idoneità, idoneità parziale con prescrizioni o limitazioni, inidoneità temporanea, inidoneità permanente (art. 41, comma 6). Lo comunica per iscritto al datore di lavoro e al lavoratore, e il datore di lavoro rispetta le limitazioni quando assegna i compiti. Contro il giudizio si può fare ricorso all’organo di vigilanza entro 30 giorni dalla comunicazione. Approfondisci
- Infortunio sul lavoro
- Evento avvenuto per causa violenta in occasione di lavoro, da cui derivano la morte, un’inabilità permanente o un’inabilità temporanea con astensione dal lavoro per più di tre giorni (DPR 1124/1965, art. 2). Rientra anche l’infortunio in itinere, nel normale percorso tra casa e lavoro. Il datore di lavoro lo denuncia all’INAIL nei casi e nei termini di legge, che sono brevi; dopo un infortunio significativo il DVR va riesaminato. Approfondisci
- Ispettorato nazionale del lavoro (INL)
- Agenzia dello Stato, istituita dal D.Lgs. 149/2015, che coordina la vigilanza in materia di lavoro e previdenza e, per quanto di sua competenza, di salute e sicurezza (art. 13 del D.Lgs. 81/2008). Opera con i propri ispettori e con il Comando carabinieri per la tutela del lavoro. È uno degli organi di vigilanza che possono chiederti di mostrare il DVR e le misure di prevenzione. Approfondisci
- Istituto nazionale per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro (INAIL)
- Ente pubblico che gestisce l’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali ed eroga le prestazioni ai lavoratori infortunati. Riceve le denunce di infortunio e di malattia professionale e pubblica strumenti utili per il DVR, come linee guida e metodologie di valutazione. Per il datore di lavoro è l’interlocutore per le denunce di infortunio e per alcune comunicazioni obbligatorie, come il nominativo del RLS. Approfondisci
L
- Lavoratore
- Persona che svolge un’attività lavorativa nell’organizzazione di un datore di lavoro, con o senza retribuzione, indipendentemente dal contratto e anche solo per imparare un mestiere (art. 2, comma 1, lettera a). Sono equiparati i soci lavoratori, i tirocinanti e gli allievi che usano i laboratori; sono esclusi gli addetti ai servizi domestici e familiari. Per le soglie di legge (10, 15, 30, 50 lavoratori) il conteggio segue l’art. 4, che esclude alcune categorie e calcola in proporzione part-time e somministrati. Approfondisci
- Libro unico del lavoro (LUL)
- Documento obbligatorio, istituito dall’art. 39 del D.L. 112/2008, che registra i lavoratori occupati, le presenze e le retribuzioni. Lo tiene il datore di lavoro o il consulente del lavoro. In materia di sicurezza serve a ricostruire chi lavora in azienda e con quale qualifica, per esempio per contare i lavoratori e controllare la formazione. Approfondisci
M
- Malattia professionale
- Malattia contratta nell’esercizio e a causa del lavoro svolto, per effetto dell’esposizione a un rischio presente nell’attività (DPR 1124/1965). Alcune malattie sono elencate nelle tabelle di legge, con presunzione dell’origine lavorativa; per le altre il nesso con il lavoro va dimostrato. La denuncia segue regole e termini precisi, che coinvolgono anche il medico: vedi la guida dedicata. Approfondisci
- Mansione
- Insieme dei compiti che un lavoratore svolge abitualmente: per esempio cameriere, barista, parrucchiere, commesso, meccanico. È l’unità su cui si costruisce il DVR (Modulo 1.2): a ogni mansione si associano pericoli, misure, formazione, DPI e, se serve, sorveglianza sanitaria. Non coincide sempre con la qualifica scritta sul contratto: conta ciò che la persona fa davvero. Approfondisci
- Medico competente
- Medico in possesso dei titoli dell’art. 38 che collabora con il datore di lavoro alla valutazione dei rischi, esegue la sorveglianza sanitaria ed esprime i giudizi di idoneità (art. 2, comma 1, lettera h, e art. 25). Si nomina quando dalla valutazione emerge un rischio per cui è prevista la sorveglianza sanitaria. Visita gli ambienti di lavoro almeno una volta all’anno, o con la diversa periodicità che indica e che viene annotata nel DVR. Approfondisci
- Microclima
- Insieme di temperatura, umidità e ventilazione dell’ambiente di lavoro. La sua valutazione rientra tra quelle sugli agenti fisici (Titolo VIII, Capo I), e i requisiti dei locali sono nell’Allegato IV. Il caldo di una cucina o di un forno, o il freddo di una cella, possono richiedere misure specifiche per i lavoratori esposti. Approfondisci
- Microimpresa
- Impresa con meno di 10 occupati e un fatturato annuo o un totale di bilancio entro le soglie fissate dalla Raccomandazione europea 2003/361/CE. La definizione serve per agevolazioni, tutele e altri fini amministrativi, non per la sicurezza sul lavoro. Qui contano il numero di lavoratori e le soglie del D.Lgs. 81/2008 (10, 15, 30, 50), che si calcolano in modo diverso.
- Misure di prevenzione e protezione
- Interventi con cui si elimina un rischio o lo si riduce al livello più basso possibile: misure tecniche (per esempio le protezioni sulle macchine), organizzative (turni, procedure), formative e DPI. La legge dà la priorità alla prevenzione alla fonte e alle protezioni collettive rispetto a quelle individuali (art. 15). Nel DVR le misure già attuate si distinguono da quelle del programma di miglioramento. Approfondisci
- Movimentazione manuale dei carichi (MMC)
- Operazioni di trasporto o sostegno di un carico da parte di uno o più lavoratori (sollevare, deporre, spingere, tirare, portare, spostare) che, per le caratteristiche del carico o per condizioni ergonomiche sfavorevoli, comportano rischi di patologie da sovraccarico biomeccanico, in particolare dorso-lombari (art. 167). Il Titolo VI e l’Allegato XXXIII rinviano alle norme tecniche della serie ISO 11228. Si valuta con un metodo riconosciuto, per esempio quello NIOSH, e la sorveglianza sanitaria dipende dall’esito. Approfondisci
O
- Organo di vigilanza
- Ente che controlla il rispetto delle norme di salute e sicurezza sul lavoro: in pratica soprattutto la ASL (o ATS), l’Ispettorato nazionale del lavoro e, per la prevenzione incendi, i Vigili del fuoco (art. 13). Al termine di un controllo redige un verbale e può impartire prescrizioni. Per questo conta avere pronti il DVR e i documenti, e le misure applicate davvero. Approfondisci
P
- PEC
- Sigla della posta elettronica che produce ricevute di accettazione e di consegna con valore legale, rilasciate dal gestore. È obbligatoria per le imprese iscritte al registro delle imprese. Può servire a dare data certa a un documento e a comunicare con enti e uffici. Il DVR non si invia a nessuno: resta custodito in azienda. Approfondisci
- Pericolo
- Proprietà o qualità intrinseca di un fattore (materiale, attrezzatura, metodo, situazione) che ha il potenziale di causare danni (art. 2, comma 1, lettera r). Il pericolo c’è o non c’è: per esempio un coltello, un pavimento bagnato, un solvente. Nel DVR (Modulo 2) si indica per ogni famiglia di pericoli se è presente o assente. Approfondisci
- Piano di emergenza
- Documento che stabilisce che cosa fare in caso di incendio o di altra emergenza: allarme, evacuazione, punto di raccolta, chiamata dei soccorsi, compiti degli addetti. Il datore di lavoro organizza le procedure e i rapporti con i servizi di emergenza (art. 43); il DM 2 settembre 2021 indica quando il piano scritto è richiesto e che cosa contiene. Anche quando non serve un vero piano, le procedure di emergenza devono esistere ed essere note ai lavoratori. Approfondisci
- Preposto
- Persona che, per competenze e poteri gerarchici e funzionali adeguati all’incarico, sovrintende all’attività lavorativa, garantisce l’attuazione delle direttive e controlla che i lavoratori le eseguano (art. 2, comma 1, lettera e). Il datore di lavoro e i dirigenti devono individuare i preposti per la vigilanza (art. 18, comma 1, lettera b-bis); anche in una piccola azienda può esserlo, per esempio, un capo reparto o un responsabile di sala. Ha obblighi propri (art. 19) e una formazione specifica con aggiornamento periodico. Approfondisci
- Prescrizione
- Ordine con cui l’organo di vigilanza impone di eliminare una violazione accertata entro un termine fissato, secondo la procedura del D.Lgs. 758/1994 (artt. 20 e seguenti), applicabile alle norme del D.Lgs. 81/2008 (art. 301). Il termine può essere prorogato in casi motivati. Se la violazione viene eliminata come indicato, il reato si estingue con le modalità previste dalla legge. Non va confusa con la prescrizione dei reati, che è un’altra cosa. Approfondisci
- Procedure standardizzate
- Modello semplificato per redigere il DVR, approvato con il decreto interministeriale del 30 novembre 2012 (art. 6, comma 8, lettera f, e art. 29, commi 5 e 6). È organizzato in moduli: descrizione generale dell’azienda (1.1), lavorazioni e mansioni (1.2), pericoli (2), valutazione dei rischi e misure (3) e programma di miglioramento. Si usa fino a 10 lavoratori e, a scelta, fino a 50, salvo le esclusioni dell’art. 29, comma 7. Il risultato è comunque un DVR: va firmato, con data certa, e custodito in azienda. Approfondisci
- Programma di miglioramento
- Elenco delle misure che il datore di lavoro decide di attuare per migliorare nel tempo i livelli di sicurezza (art. 28, comma 2, lettera c). Ogni misura ha un incaricato e una data di attuazione, così si può verificare se è stata fatta. È la parte del DVR che si aggiorna più spesso: le misure completate si segnano e quelle nuove si aggiungono. Approfondisci
R
- Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza (RLS)
- Persona eletta o designata dai lavoratori per rappresentarli sugli aspetti di salute e sicurezza (art. 2, comma 1, lettera i, e art. 47). Va consultata sul DVR, sulla designazione del RSPP e degli addetti e sull’organizzazione della formazione (art. 50); può accedere ai luoghi di lavoro e riceve, su richiesta, copia del DVR. Ha diritto a una formazione specifica di almeno 32 ore iniziali, e il datore di lavoro comunica il suo nominativo all’INAIL. Approfondisci
- Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza territoriale (RLST)
- Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza che opera a livello territoriale o di comparto, individuato dagli accordi collettivi (art. 48). Svolge le funzioni del RLS nelle aziende in cui nessun RLS è stato eletto o designato, e il datore di lavoro lo consulta sul DVR come farebbe con il RLS. Per sapere a chi rivolgerti, chiedi all’organismo paritetico o all’associazione di categoria del tuo settore. Approfondisci
- Responsabile del servizio di prevenzione e protezione (RSPP)
- Persona designata dal datore di lavoro, in possesso dei requisiti dell’art. 32, per coordinare il servizio di prevenzione e protezione (art. 2, comma 1, lettera f). Collabora alla valutazione dei rischi, propone le misure e i programmi di formazione e partecipa alla riunione periodica. Può essere un professionista esterno, un lavoratore formato o, nei limiti dell’Allegato II e dopo il corso, lo stesso datore di lavoro. La designazione è un obbligo che il datore di lavoro non può delegare (art. 17). Approfondisci
- Rischio
- Probabilità che si raggiunga il livello potenziale di danno nelle condizioni di impiego o di esposizione a un fattore o a un agente (art. 2, comma 1, lettera s). Dipende da quanto è grave il pericolo e da quanto spesso e a lungo ci si espone: un coltello è un pericolo, il rischio di tagliarsi dipende da come e quanto lo si usa. Per questo il DVR non si limita a elencare i pericoli: valuta i rischi e indica le misure. Approfondisci
- Rischio chimico
- Rischio dovuto all’uso o alla presenza di agenti chimici pericolosi: detergenti, solventi, vernici, colle, tinte, gas. Il Titolo IX, Capo I (artt. 221 e seguenti), impone di valutarlo con una valutazione specifica (art. 223), che può concludere per un rischio basso per la sicurezza e irrilevante per la salute (art. 224, comma 2). Si parte da etichette e schede dati di sicurezza. Da 11 a 50 lavoratori i rischi chimici escludono le procedure standardizzate (art. 29, comma 7). Approfondisci
- Rischio incendio
- Possibilità che in un luogo di lavoro si sviluppi un incendio e con quali conseguenze per le persone. Il datore di lavoro lo valuta (art. 46) con i criteri del DM 3 settembre 2021, individuando pericoli, persone esposte, misure di prevenzione e protezione e gestione dell’emergenza. L’esito guida il numero e la formazione degli addetti antincendio, i controlli su estintori e impianti e le procedure di evacuazione. Approfondisci
- Riunione periodica
- Incontro annuale di prevenzione e protezione dai rischi, obbligatorio nelle aziende e nelle unità produttive con più di 15 lavoratori (art. 35). Partecipano il datore di lavoro (o un suo rappresentante), il RSPP, il medico competente se nominato e il RLS; si discutono il DVR, l’andamento di infortuni e malattie professionali, la scelta dei DPI e i programmi di formazione, e si redige un verbale. Fino a 15 lavoratori il RLS può chiederne la convocazione. Approfondisci
- Rumore
- Suono che, per intensità e durata dell’esposizione, può danneggiare l’udito. Il Titolo VIII, Capo II, fissa tre soglie giornaliere: valore inferiore di azione (80 dB(A)), valore superiore di azione (85 dB(A)) e valore limite di esposizione (87 dB(A)). Oltre le soglie scattano informazione e formazione, DPI dell’udito e, dal valore superiore, sorveglianza sanitaria; la valutazione specifica la fa personale qualificato e, se serve, comprende misurazioni. Approfondisci
S
- Scheda dati di sicurezza (SDS)
- Documento che il fornitore deve consegnare per le sostanze e le miscele pericolose, in base al regolamento REACH (art. 31): composizione, pericoli, misure di primo soccorso e antincendio, indicazioni per un uso sicuro. Va tenuta in azienda e aggiornata. Le sue informazioni servono per valutare il rischio chimico e per informare i lavoratori (art. 36); se manca, chiedila al fornitore. Approfondisci
- Segnaletica di sicurezza
- Cartelli, colori, segnali luminosi o acustici che indicano un pericolo, un divieto, un obbligo, una via di fuga o un presidio di emergenza (Titolo V del D.Lgs. 81/2008). Si usa per il rischio che non si può eliminare in altro modo e deve restare leggibile e coerente con i rischi presenti. Non prende il posto di informazione e formazione: le integra. Approfondisci
- Servizio di prevenzione e protezione (SPP)
- Insieme delle persone, dei sistemi e dei mezzi, interni o esterni all’azienda, che si occupano della prevenzione e della protezione dai rischi professionali (art. 2, comma 1, lettera l). Lo organizza il datore di lavoro ed è coordinato dal RSPP; tra i suoi compiti ci sono l’individuazione dei rischi, la proposta di misure e procedure, i programmi di formazione e l’informazione ai lavoratori (art. 33). In una piccola azienda può ridursi al solo RSPP, anche se è il datore di lavoro. Approfondisci
- Sorveglianza sanitaria
- Insieme degli atti medici che tutelano la salute dei lavoratori in relazione all’ambiente di lavoro e ai fattori di rischio (art. 2, comma 1, lettera m). Non è obbligatoria per tutti: serve quando la valutazione o una disposizione specifica la prevede, per esempio per i videoterminali usati almeno 20 ore a settimana, per il rumore oltre il valore superiore di azione o per gli agenti cancerogeni. La esegue il medico competente con visite preventive e periodiche (art. 41); il giudizio di idoneità alla mansione ne è l’esito. Approfondisci
- Stress lavoro-correlato
- Condizione di sofferenza fisica o psicologica che nasce quando le richieste del lavoro superano ciò che la persona riesce a gestire (accordo europeo dell’8 ottobre 2004, richiamato dall’art. 28). Va valutato come ogni altro rischio (art. 28, comma 1-bis), secondo le indicazioni della Commissione consultiva permanente: prima una valutazione preliminare con indicatori oggettivi, poi, se serve, un approfondimento. Si guarda all’organizzazione del lavoro nel suo insieme, non al singolo lavoratore. Approfondisci
U
- Unità produttiva
- Stabilimento o struttura che produce beni o eroga servizi, dotato di autonomia finanziaria e tecnico-funzionale (art. 2, comma 1, lettera t). Il DVR si custodisce presso l’unità produttiva a cui si riferisce la valutazione (art. 29, comma 4): con più sedi autonome, ognuna deve poterlo mostrare. Il concetto conta anche per le soglie, come quella della riunione periodica, che si misura per azienda o per unità produttiva. Approfondisci
V
- Valutazione dei rischi
- Valutazione globale e documentata di tutti i rischi per la salute e la sicurezza dei lavoratori nell’organizzazione in cui lavorano, finalizzata a individuare le misure di prevenzione e protezione e a preparare il programma di miglioramento (art. 2, comma 1, lettera q). È un obbligo non delegabile del datore di lavoro (art. 17), che la effettua con il RSPP e, ove previsto, con il medico competente, dopo la consultazione del RLS o del RLST (art. 29). Il suo risultato scritto è il DVR. Approfondisci
- Valutazione specifica
- Valutazione che la legge richiede per alcuni rischi, in aggiunta all’analisi generale del DVR, con metodi e competenze proprie: per esempio rumore, vibrazioni, agenti chimici, cancerogeni e biologici, atmosfere esplosive, movimentazione manuale dei carichi, videoterminali, microclima, radiazioni, campi elettromagnetici, incendio, stress lavoro-correlato. Di norma la fa un professionista qualificato, con misurazioni o con dati e metodi riconosciuti; le conclusioni si richiamano nel DVR (art. 28). Un servizio che aiuta a redigere il DVR può segnalare quali valutazioni specifiche servono, ma non le sostituisce. Approfondisci
- Vibrazioni
- Oscillazioni meccaniche trasmesse al corpo da utensili o veicoli. Si distinguono quelle al sistema mano-braccio (trapani a percussione, smerigliatrici, martelli pneumatici) e quelle al corpo intero (carrelli elevatori, macchine di movimentazione). Il Titolo VIII, Capo III, fissa valori di azione e valori limite giornalieri e richiede una valutazione specifica (art. 202). È un rischio da considerare soprattutto in officina e nei lavori di manutenzione. Approfondisci
- Videoterminale (VDT)
- Attrezzatura munita di schermo alfanumerico o grafico (art. 173). Il Titolo VII si applica ai lavoratori che la usano in modo sistematico o abituale per almeno 20 ore settimanali, dedotte le pause: per loro valgono 15 minuti di pausa ogni due ore di applicazione continuativa, una postazione adeguata e la sorveglianza sanitaria (artt. 175-176). Non rientrano, tra le altre, le attrezzature con un piccolo display, come un registratore di cassa, e i portatili non usati in modo prolungato in un posto di lavoro (art. 172). Approfondisci
Questa pagina informa e non prende il posto del RSPP, del medico competente né di una valutazione fatta in azienda.