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Responsabilità del datore di lavoro: obblighi, deleghe e controlli

La sicurezza in azienda ha un responsabile principale: il datore di lavoro. Alcuni compiti può affidarli ad altri, due no. Questa guida mette in ordine obblighi, deleghe, ruoli di dirigenti e preposti, responsabilità della società e che cosa succede durante un controllo.

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In breve

  • Valutare i rischi con il DVR e designare il RSPP sono gli unici obblighi che il datore di lavoro non può delegare (art. 17).
  • Gli altri obblighi possono essere affidati con una delega scritta, con data certa, accettata e accompagnata da poteri e autonomia di spesa (art. 16).
  • Chi dirige o sorveglia il lavoro ha doveri propri: il preposto va individuato dal datore di lavoro e formato in presenza almeno ogni due anni.
  • Per le società, un infortunio grave con violazione delle norme di sicurezza può comportare anche la responsabilità dell’ente prevista dal D.Lgs. 231/2001.
  • Durante un controllo l’organo di vigilanza può impartire una prescrizione con un termine: regolarizzare nei tempi è la strada per chiudere la contravvenzione.

Il punto di partenza: l’art. 2087 del codice civile

Prima ancora del D.Lgs. 81/2008, l’art. 2087 del codice civile obbliga l’imprenditore ad adottare le misure che, secondo la particolarità del lavoro, l’esperienza e la tecnica, sono necessarie a tutelare l’integrità fisica e la personalità morale dei lavoratori. È una norma aperta: non elenca le misure, chiede di aggiornarle con l’esperienza e con la tecnica disponibile.

Il D.Lgs. 81/2008 dà a questo principio una forma concreta. Il datore di lavoro è il titolare del rapporto di lavoro o comunque chi ha la responsabilità dell’organizzazione, con poteri decisionali e di spesa. In una ditta individuale è il titolare; in una società è di norma chi la amministra. Accanto a lui la legge individua il dirigente, che attua le direttive organizzando il lavoro e vigilando su di esso, e il preposto, che sovrintende all’attività dei lavoratori e ne controlla l’esecuzione.

Conta quello che una persona fa, non solo il titolo: chi esercita in concreto i poteri di datore di lavoro, dirigente o preposto ne assume anche gli obblighi, anche senza una nomina formale (art. 299).

Gli obblighi che non puoi delegare

L’art. 17 è breve e netto. Il datore di lavoro non può delegare:

  • la valutazione di tutti i rischi, con l’elaborazione del documento previsto dall’art. 28 (il DVR);
  • la designazione del responsabile del servizio di prevenzione e protezione (RSPP).

Puoi farti aiutare, e anzi la legge lo chiede: la valutazione si fa con il RSPP, con il medico competente quando è previsto e dopo aver consultato il RLS (art. 29). Puoi usare consulenti, modelli e strumenti di redazione. Ma la decisione su che cosa valutare, quali misure adottare e quando, e la firma del documento, restano tue. Lo stesso vale per il RSPP: anche se è un professionista esterno, la responsabilità di aver organizzato il servizio rimane al datore di lavoro (art. 31, comma 5).

Per come si costruisce il documento vedi come redigere il DVR; per il ruolo del RSPP, RSPP e datore di lavoro.

Gli obblighi delegabili e la delega di funzioni

Gli altri obblighi, elencati soprattutto nell’art. 18, spettano al datore di lavoro e ai dirigenti, secondo le rispettive attribuzioni. Tra i più frequenti in una piccola impresa:

  • nominare il medico competente quando è prevista la sorveglianza sanitaria;
  • designare gli addetti al primo soccorso, all’antincendio e all’emergenza;
  • individuare il preposto o i preposti;
  • fornire i dispositivi di protezione individuale, sentiti RSPP e medico competente;
  • mandare i lavoratori alle visite previste e non adibirli alla mansione senza il giudizio di idoneità;
  • informare, formare e addestrare;
  • consegnare al RLS, se la chiede, copia del DVR;
  • comunicare all’INAIL gli infortuni e i nominativi dei nuovi RLS.

Questi compiti possono essere trasferiti con una delega di funzioni, valida solo se rispetta tutte le condizioni dell’art. 16:

CondizioneChe cosa significa
Atto scritto con data certaNon basta un accordo a voce
Professionalità ed esperienza del delegatoAdeguate alle funzioni affidate
Poteri di organizzazione, gestione e controlloIl delegato deve poter decidere davvero
Autonomia di spesaUn budget per gli interventi necessari
Accettazione scrittaIl delegato firma per accettazione

La delega va resa nota in modo adeguato e tempestivo. Non elimina il dovere del datore di lavoro di vigilare su come il delegato svolge le funzioni; questo dovere si considera assolto se è adottato ed efficacemente attuato il sistema di verifica previsto dall’art. 30, comma 4. Il delegato può subdelegare funzioni specifiche, d’intesa con il datore di lavoro, ma il subdelegato non può delegare a sua volta.

In una bottega con tre dipendenti la delega è rara: il titolare fa tutto. Diventa utile quando c’è un responsabile di negozio o di laboratorio con veri poteri.

Dirigenti e preposti: chi sorveglia il lavoro

Anche in un’azienda piccola c’è spesso qualcuno che organizza o controlla il lavoro degli altri: il capo pasticcere, il responsabile di sala, il capo officina. Per la legge può essere un dirigente o un preposto, con obblighi propri.

Il datore di lavoro deve individuare il preposto o i preposti che svolgono le attività di vigilanza (art. 18, comma 1, lettera b-bis). Gli obblighi del preposto sono nell’art. 19:

  • sovrintendere e vigilare che i lavoratori rispettino le regole di sicurezza e usino i dispositivi di protezione; se il comportamento non cambia, interrompere l’attività del lavoratore e informare i superiori;
  • permettere l’accesso alle zone a rischio grave solo a chi ha ricevuto istruzioni adeguate;
  • in caso di pericolo grave e immediato, dare le istruzioni per abbandonare la zona;
  • segnalare subito al datore di lavoro o al dirigente le carenze di attrezzature e dispositivi;
  • se durante la vigilanza rileva deficienze o pericoli, interrompere temporaneamente l’attività, se necessario, e segnalarli;
  • frequentare i corsi di formazione.

La formazione del preposto si svolge interamente in presenza e va ripetuta almeno ogni due anni (art. 37, comma 7-ter). Il datore di lavoro e i dirigenti vigilano a loro volta sugli obblighi di preposti, lavoratori e medico competente (art. 18, comma 3-bis). Scrivi chi sono i preposti nel DVR.

La responsabilità della società: D.Lgs. 231/2001

Se l’impresa è una società, accanto alla responsabilità penale delle persone può esserci quella amministrativa dell’ente. L’art. 25-septies del D.Lgs. 231/2001 la prevede per l’omicidio colposo e le lesioni colpose gravi o gravissime commessi con violazione delle norme sulla salute e sicurezza sul lavoro. Serve che il reato sia stato commesso nell’interesse o a vantaggio della società, per esempio per risparmiare tempi o costi di prevenzione; le conseguenze per l’ente sono pecuniarie e, nei casi più gravi, interdittive.

La norma riguarda le società e gli enti, anche le società di persone come una s.n.c. o una s.a.s.; non la persona del titolare di una ditta individuale.

Lo strumento di tutela è il modello di organizzazione e di gestione dell’art. 30 del D.Lgs. 81/2008: se adottato ed efficacemente attuato, ha efficacia esimente. Deve coprire tutti gli obblighi di sicurezza (valutazione dei rischi, emergenze, appalti, sorveglianza sanitaria, formazione, vigilanza, verifiche) e prevedere la registrazione delle attività svolte, una distribuzione di funzioni con competenze e poteri adeguati, un sistema disciplinare e un controllo nel tempo. Per le piccole e medie imprese la legge prevede procedure semplificate (comma 5-bis) e ha chiesto all’INAIL modelli semplificati per micro e piccole imprese (comma 5-ter). Per una piccola società il primo passo resta un DVR vero, aggiornato e attuato: il modello si costruisce sopra.

Chi controlla e come funziona una prescrizione

La vigilanza spetta alle ASL (ATS in Lombardia) competenti per territorio, all’Ispettorato nazionale del lavoro e, per la prevenzione incendi, ai Vigili del fuoco (art. 13). Le province autonome di Trento e Bolzano hanno propri organi. Il controllo può nascere da un piano di vigilanza, da una segnalazione o da un infortunio.

Durante il sopralluogo gli ispettori chiedono di solito il DVR, le designazioni (RSPP, addetti, medico competente), la prova della consultazione del RLS e gli attestati di formazione. Se trovano una violazione punita come contravvenzione, si applica la procedura del D.Lgs. 758/1994, richiamata dall’art. 301 del D.Lgs. 81/2008:

  1. l’organo di vigilanza impartisce una prescrizione con un termine per regolarizzare, non superiore al tempo tecnicamente necessario; in casi motivati il termine può essere prorogato, di regola non oltre sei mesi (art. 20);
  2. entro 60 giorni dalla scadenza verifica se la violazione è stata eliminata (art. 21);
  3. se hai adempiuto, sei ammesso a pagare in sede amministrativa, entro 30 giorni, una somma pari a un quarto del massimo previsto per quella contravvenzione;
  4. adempimento e pagamento estinguono la contravvenzione; se la prescrizione non è rispettata, l’organo di vigilanza lo comunica al pubblico ministero.

Per il lavoro irregolare e per alcune violazioni gravi elencate nell’Allegato I del decreto, l’organo di vigilanza può anche sospendere l’attività fino alla regolarizzazione (art. 14).

L’atteggiamento giusto è collaborativo: mostra quello che hai, annota le richieste, rispetta i termini. Tieni i documenti in ordine con la checklist per l’ispezione.

Domande frequenti

Il datore di lavoro può delegare la redazione del DVR?

No. La valutazione dei rischi con l’elaborazione del DVR è uno dei due obblighi non delegabili (art. 17). Puoi farti aiutare da un RSPP, da un consulente o da uno strumento di redazione, ma il documento resta tuo: lo decidi, lo firmi e ne rispondi.

Che differenza c’è tra delega di funzioni e nomina del RSPP?

La delega di funzioni trasferisce a un’altra persona obblighi del datore di lavoro, con poteri e autonomia di spesa, alle condizioni dell’art. 16. La designazione del RSPP no: il RSPP consiglia e collabora, ma non assume gli obblighi del datore di lavoro, che resta responsabile anche con un RSPP esterno.

Chi è il preposto in una piccola azienda?

È chi sovrintende al lavoro degli altri e ne controlla l’esecuzione: il capo pasticcere, il responsabile di sala, il capo officina. Il datore di lavoro deve individuarlo (art. 18, comma 1, lettera b-bis) e fargli frequentare la formazione in presenza, da ripetere almeno ogni due anni. Se nessuno sovrintende agli altri, la vigilanza resta in capo al datore di lavoro.

Che cosa succede se ricevo una prescrizione?

La prescrizione indica che cosa regolarizzare e in quanto tempo. Se rispetti il termine, l’organo di vigilanza lo verifica e sei ammesso a pagare in sede amministrativa una somma pari a un quarto del massimo previsto: così la contravvenzione si estingue. Se il termine è troppo breve per ragioni tecniche, puoi chiedere una proroga motivata.

Il D.Lgs. 231/2001 riguarda anche le piccole imprese?

Riguarda le società e gli enti di qualunque dimensione, comprese le società di persone; non la persona del titolare di una ditta individuale. Per omicidio e lesioni colpose legati alla sicurezza, la società può rispondere se dal reato ha tratto interesse o vantaggio. Il modello organizzativo dell’art. 30 è lo strumento per prevenirlo.

Fonti

Testi letti alla data indicata. La normativa cambia: verifica sempre la versione in vigore.

Questa pagina informa e non prende il posto del RSPP, del medico competente né di una valutazione fatta in azienda.

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