Rischi

Atmosfere esplosive (ATEX): farina, gas e solventi sul lavoro

Una nube di farina nel silo, una perdita di GPL in un locale interrato, i vapori di solvente in cabina di verniciatura: in certe condizioni bastano una scintilla o una superficie calda per un’esplosione. Il Titolo XI del D.Lgs. 81/2008 chiede di valutare questo rischio con regole proprie. Qui trovi dove si presenta, come si valuta, che cosa contiene il documento sulla protezione contro le esplosioni e come cambia il DVR.

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In breve

  • Un’atmosfera esplosiva è una miscela con l’aria di gas, vapori, nebbie o polveri infiammabili in cui, dopo l’accensione, la combustione si propaga a tutta la miscela.
  • Nelle piccole imprese le situazioni tipiche sono la polvere di farina e zucchero in panificio, i carburanti e i solventi in officina, il gas in locali chiusi e le bombole spray stoccate.
  • La valutazione ATEX, con la classificazione delle zone e il documento sulla protezione contro le esplosioni, va fatta da un tecnico competente e diventa parte del DVR.
  • Da 11 a 50 lavoratori la presenza del rischio da atmosfere esplosive esclude le procedure standardizzate: il DVR va redatto nel formato completo dell’art. 28.
  • L’uso di apparecchi a gas, come cucine e forni, è escluso dal Titolo XI, ma il deposito delle bombole e i locali in cui il gas può ristagnare vanno comunque valutati.

Che cos’è e dove si trova

Per l’art. 288 del D.Lgs. 81/2008 un’atmosfera esplosiva è una miscela con l’aria, a condizioni atmosferiche, di sostanze infiammabili allo stato di gas, vapori, nebbie o polveri, in cui la combustione, dopo l’innesco, si propaga a tutta la miscela. Servono tre elementi insieme: la sostanza infiammabile nella giusta concentrazione, l’aria e una sorgente di accensione: fiamma, scintilla elettrica o meccanica, superficie calda, scarica elettrostatica.

MestiereDove si può formareSostanza
Panificio e pasticceriasilos e loro filtri, svuotamento dei sacchi, impastatrici in carico, aspiratoripolvere di farina e di zucchero
Officina e carrozzeriasvuotamento dei serbatoi, lavori sugli impianti di alimentazione, cabina di verniciatura, locale miscelazione, lavapistole, distillatorebenzina, GPL, metano, solventi
Officinazona di ricarica delle batterie al piomboidrogeno
Bar e ristorantelocali interrati o seminterrati con bombole o tubazioni del gasGPL, metano
Parrucchiere ed estetistamagazzini o armadi chiusi con molte bombole spray, solventipropellenti butano e propano, acetone

Il GPL è più pesante dell’aria: se fuoriesce, ristagna in basso, nei locali interrati e nei pozzetti. Nel panificio un altro pericolo è lo strato di polvere depositato: un colpo d’aria lo solleva e può alimentare una seconda esplosione più grave della prima.

Che cosa dice la legge

Il Titolo XI del D.Lgs. 81/2008 (artt. 287-297) chiede al datore di lavoro di:

  • prevenire la formazione di atmosfere esplosive o, se non è possibile, evitarne l’accensione e attenuarne gli effetti (art. 289);
  • valutare il rischio di esplosione considerando la probabilità e la durata della presenza dell’atmosfera esplosiva, la probabilità che una sorgente di accensione sia presente ed efficace, le caratteristiche di impianti, sostanze e processi e l’entità degli effetti prevedibili, compresi i locali collegati da aperture (art. 290);
  • ripartire in zone le aree a rischio secondo l’Allegato XLIX, applicare le prescrizioni minime dell’Allegato L e segnalare, se necessario, i punti di accesso con il cartello previsto dall’Allegato LI (art. 293);
  • redigere il documento sulla protezione contro le esplosioni (art. 294);
  • far verificare le installazioni elettriche nelle zone 0, 1, 20 e 21 secondo il DPR 462/2001 (art. 296).

L’art. 287, comma 3, lettera b) esclude dal Titolo XI l’uso di apparecchi a gas (cucine, forni, piastre, caldaie), che seguono le proprie regole di prodotto e di installazione. L’esclusione riguarda l’apparecchio, non il deposito delle bombole né il locale in cui una perdita può accumularsi.

Infine l’art. 29, comma 7: nelle aziende da 11 a 50 lavoratori, la presenza di rischi da atmosfere esplosive esclude le procedure standardizzate. Fino a 10 lavoratori la lettura della norma è discussa: conferma il formato del documento con il tuo RSPP.

Le zone e il documento sulla protezione contro le esplosioni

La classificazione delle zone dell’Allegato XLIX dipende da quanto spesso e per quanto tempo l’atmosfera esplosiva può essere presente:

Gas, vapori, nebbiePolveriPresenza dell’atmosfera esplosiva
Zona 0Zona 20in permanenza, per lunghi periodi o spesso
Zona 1Zona 21probabile occasionalmente durante le normali attività
Zona 2Zona 22poco probabile e, se si forma, di breve durata

In ogni zona si possono usare solo apparecchi e sistemi di protezione della categoria adatta, con la marcatura per atmosfere esplosive (D.Lgs. 85/2016). Un aspiratore o un’impastatrice qualsiasi, in una zona classificata, può essere la sorgente di accensione.

Il documento sulla protezione contro le esplosioni (art. 294) è parte integrante del DVR. Va redatto prima di iniziare l’attività e rivisto quando luoghi, attrezzature o organizzazione cambiano in modo rilevante. Deve indicare:

  • che i rischi di esplosione sono stati individuati e valutati;
  • le misure adottate;
  • la classificazione delle zone;
  • i luoghi in cui si applicano le prescrizioni minime dell’Allegato L;
  • come luoghi e attrezzature, compresi i dispositivi di allarme, sono progettati, usati e mantenuti in sicurezza;
  • gli accorgimenti per l’uso sicuro delle attrezzature di lavoro.

Chi fa la valutazione e quando può concludersi in fretta

La classificazione delle zone è un lavoro tecnico: richiede di conoscere le proprietà delle sostanze, le sorgenti di emissione, la ventilazione e le norme di riferimento (serie CEI EN 60079, parti 10-1 per i gas e 10-2 per le polveri). Non è un giudizio da dare a occhio: serve un tecnico competente in materia ATEX.

Il tuo compito, con il RSPP, è dare al tecnico le informazioni giuste: quali sostanze usi e in quali quantità, dove le stocchi, come lavori, quali macchine e quali impianti di aspirazione hai.

In alcune situazioni la valutazione può concludere che non si formano atmosfere esplosive pericolose: per esempio poche bombole spray in un armadio ventilato in salone, o un piccolo laboratorio di pasticceria senza silos con farina usata a sacchi e buona pulizia. Anche in quel caso la conclusione va scritta e motivata. Panifici con silos e officine con verniciatura o lavori sui serbatoi richiedono invece quasi sempre una valutazione completa.

Misure tipiche

Panificio: polveri di farina e zucchero

  • aspirazione localizzata ai punti di carico, svuotamento sacchi e impastatrici;
  • pulizia frequente con aspiratori adatti, mai con aria compressa o con scope che sollevano la polvere;
  • messa a terra di silos, tubazioni e filtri contro le scariche elettrostatiche;
  • manutenzione dei filtri e degli sfiati dei silos;
  • apparecchi elettrici della categoria adatta nelle zone classificate.

Officina e carrozzeria: carburanti, solventi, idrogeno

  • svuotamento dei serbatoi con attrezzature dedicate, in area ventilata, lontano da fonti di accensione;
  • cabina di verniciatura con ventilazione efficiente e manutenzione dei filtri, solventi in contenitori chiusi;
  • ricarica delle batterie in un’area ventilata, senza fiamme né scintille, collegando e scollegando i morsetti a caricabatterie spento.

Bar, ristorante e salone

  • bombole di GPL fuori dai locali interrati o seminterrati e lontane da fonti di calore, impianto gas mantenuto da ditte abilitate, rilevatori di gas dove utili;
  • bombole spray e solventi in quantità ridotte, in armadi ventilati, lontani da phon, piastre e radiatori.

Per tutti: divieto di fumare e di usare fiamme libere nelle zone a rischio, cartello di avvertimento all’accesso, informazione e formazione dei lavoratori sul risultato della valutazione.

Come compare nel DVR

Nel Modulo 2 delle procedure standardizzate la famiglia è «Atmosfere esplosive». Ma se il rischio è presente e hai da 11 a 50 lavoratori, il DVR si redige nel formato completo dell’art. 28, con il documento sulla protezione contro le esplosioni allegato come parte integrante. Le misure attuate e quelle da attuare vanno comunque nel programma di miglioramento, con priorità e responsabili.

Il documento che prepari con il nostro aiuto alla redazione tiene conto di questa regola: da 11 a 50 lavoratori, con un rischio da atmosfere esplosive presente, passa al formato completo e segnala la «valutazione del rischio da atmosfere esplosive (Titolo XI)» come valutazione specifica. La classificazione delle zone e il documento sulla protezione contro le esplosioni restano da fare con un tecnico competente.

Domande frequenti

Un panificio deve fare la valutazione ATEX?

Deve valutare il rischio di esplosione da polveri di farina e zucchero. Con silos, filtri e svuotamento meccanico dei sacchi la valutazione completa, con la classificazione delle zone, è quasi sempre necessaria. In un piccolo laboratorio senza silos il tecnico può concludere che non si formano atmosfere esplosive pericolose, ma la conclusione va scritta e motivata.

La cucina a gas del bar rientra nel rischio ATEX?

L’uso di apparecchi a gas è escluso dal Titolo XI (art. 287, comma 3, lettera b). Restano da valutare il deposito delle bombole e i locali chiusi, interrati o seminterrati, in cui una perdita di GPL può ristagnare, oltre al rischio incendio e alla manutenzione dell’impianto.

Che cos’è il documento sulla protezione contro le esplosioni?

È il documento previsto dall’art. 294 che riporta la valutazione del rischio di esplosione, la classificazione delle zone e le misure adottate. Fa parte integrante del DVR, va redatto prima di iniziare l’attività e rivisto quando luoghi, attrezzature o organizzazione cambiano in modo rilevante.

Con il rischio ATEX posso usare le procedure standardizzate?

Da 11 a 50 lavoratori no: l’art. 29, comma 7, le esclude quando ci sono rischi da atmosfere esplosive, e il DVR va redatto nel formato completo dell’art. 28. Fino a 10 lavoratori la questione è discussa: chiedi conferma al tuo RSPP.

Fonti

Testi letti alla data indicata. La normativa cambia: verifica sempre la versione in vigore.

Questa pagina informa e non prende il posto del RSPP, del medico competente né di una valutazione fatta in azienda.

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