RSPP e datore di lavoro: chi può svolgere il ruolo e come
Ogni azienda con almeno un lavoratore deve avere un responsabile del servizio di prevenzione e protezione. Nelle piccole imprese spesso è il titolare stesso: la legge lo permette, entro limiti precisi e dopo un corso. Ecco come funziona, articolo per articolo.
In breve
- La designazione del RSPP è uno dei due obblighi che il datore di lavoro non può delegare (art. 17 del D.Lgs. 81/2008).
- Il RSPP può essere un lavoratore interno, un professionista esterno o, nei casi dell’Allegato II, il datore di lavoro stesso.
- Il datore di lavoro può svolgere i compiti del servizio fino a 30 lavoratori nelle aziende artigiane e industriali e fino a 200 nelle altre, salvo le attività escluse.
- Prima di assumere il ruolo informa il RLS o il RLST e frequenta il corso previsto; anche con un RSPP esterno la responsabilità resta sua.
- L’Accordo Stato-Regioni del 17 aprile 2025 prevede un corso per tutti i datori di lavoro, da completare entro il 24 maggio 2027.
Che cos’è il servizio di prevenzione e protezione
Il servizio di prevenzione e protezione (SPP) è l’insieme di persone, sistemi e mezzi, interni o esterni all’azienda, che aiuta il datore di lavoro a prevenire i rischi per i lavoratori. Lo coordina il responsabile del servizio di prevenzione e protezione (RSPP); gli eventuali addetti si chiamano ASPP.
In una piccola impresa il servizio è spesso una persona sola. I suoi compiti sono fissati dall’art. 33 del D.Lgs. 81/2008:
- individuare i fattori di rischio e collaborare alla valutazione dei rischi;
- elaborare le misure di prevenzione e protezione e i sistemi per controllarle;
- preparare le procedure di sicurezza per le diverse attività;
- proporre i programmi di informazione e formazione dei lavoratori;
- partecipare alle consultazioni sulla sicurezza e alla riunione periodica, dove è prevista;
- fornire ai lavoratori le informazioni dell’art. 36.
Chi fa parte del servizio è tenuto al segreto sui processi di lavoro che conosce. Il RSPP è un consulente del datore di lavoro: lo aiuta a valutare e a scegliere le misure, ma le decisioni e la responsabilità restano del datore di lavoro.
Come si designa il RSPP
Il datore di lavoro deve organizzare il servizio e designarne il responsabile. È uno dei due obblighi che non può delegare a nessuno, insieme alla valutazione dei rischi con l’elaborazione del DVR (art. 17). Le soluzioni possibili sono tre (art. 31):
| Soluzione | Quando si usa | Che cosa serve |
|---|---|---|
| RSPP interno | Un lavoratore ha i requisiti dell’art. 32 | Designazione scritta, tempo e mezzi adeguati |
| RSPP esterno | Nessun interno ha i requisiti, o preferisci un professionista | Incarico a una persona o a un servizio esterno con i requisiti |
| Datore di lavoro RSPP | Azienda nei limiti dell’Allegato II | Informazione preventiva al RLS, corso specifico |
La legge indica il servizio interno come soluzione prioritaria, ma se in azienda nessuno ha i requisiti il ricorso all’esterno è obbligatorio (art. 31, comma 4). Affidarsi a un esterno non esonera il datore di lavoro dalla sua responsabilità (art. 31, comma 5).
Sulla designazione va consultato il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza, RLS o RLST (art. 50, comma 1, lettera c). Il nome del RSPP compare nel DVR (art. 28, comma 2, lettera e) e va comunicato ai lavoratori. Nella pratica basta una lettera di designazione datata, firmata dal datore di lavoro e per accettazione dal RSPP, conservata insieme al DVR.
Quali requisiti deve avere il RSPP
Le capacità del RSPP devono essere adeguate alla natura dei rischi presenti sul luogo di lavoro (art. 32, comma 1). In concreto la legge chiede:
- almeno il diploma di scuola secondaria superiore;
- la frequenza, con verifica dell’apprendimento, di corsi di formazione adeguati ai rischi dell’attività;
- per il RSPP, un modulo ulteriore su organizzazione e gestione della sicurezza, rischi ergonomici e da stress lavoro-correlato, comunicazione e relazioni sindacali;
- l’aggiornamento periodico (art. 32, comma 6).
Alcune lauree indicate dal comma 5 esonerano dalla parte di base dei corsi. Chi aveva svolto il ruolo per almeno sei mesi prima del 13 agosto 2003 può esercitarlo anche senza diploma, purché completi i corsi (comma 3).
Durata e contenuti dei corsi sono oggi fissati dall’Accordo Stato-Regioni del 17 aprile 2025, che ha sostituito gli accordi precedenti. Prevede un percorso a moduli con aggiornamento quinquennale: le ore esatte vanno verificate sul testo dell’Accordo (allegato A) prima di scegliere un corso.
Il datore di lavoro può fare il RSPP?
Sì, nei casi previsti dall’Allegato II del D.Lgs. 81/2008 (art. 34). È la scelta più diffusa nelle piccole imprese, perché il titolare conosce il lavoro e le persone. I limiti si contano in numero di lavoratori, con le regole di computo dell’art. 4:
| Tipo di azienda | Fino a |
|---|---|
| Aziende artigiane e industriali | 30 lavoratori |
| Aziende agricole e zootecniche | 30 lavoratori |
| Aziende della pesca | 20 lavoratori |
| Altre aziende | 200 lavoratori |
Sono escluse, a prescindere dal numero, alcune attività: le aziende industriali a rischio di incidente rilevante, le centrali termoelettriche, gli impianti e laboratori nucleari, le aziende estrattive e minerarie, la fabbricazione e il deposito di esplosivi, le strutture di ricovero e cura. Lo svolgimento diretto non è mai ammesso dove la legge impone il servizio interno (art. 31, comma 6).
Per i mestieri più comuni:
- bar, ristoranti, negozi, uffici rientrano di solito tra le «altre aziende»: il titolare può essere RSPP fino a 200 lavoratori;
- panifici, pasticcerie, parrucchieri, estetiste, officine sono spesso imprese artigiane, con il limite di 30 lavoratori.
Se la tua impresa è iscritta all’albo delle imprese artigiane o è industriale, vale il limite di 30. Nel dubbio sulla classificazione, chiedi al tuo consulente o all’associazione di categoria.
Datore di lavoro RSPP: che cosa devi fare
Per svolgere direttamente i compiti del servizio, l’art. 34 chiede tre cose.
- Informare prima il RLS o il RLST. L’informazione è preventiva: si fa prima di assumere il ruolo. Conviene farla per iscritto, con data e firma per presa visione.
- Frequentare il corso. La legge fissa una durata tra 16 e 48 ore, adeguata alla natura dei rischi (art. 34, comma 2), con i contenuti stabiliti dall’Accordo Stato-Regioni.
- Aggiornarti nel tempo con i corsi di aggiornamento previsti dallo stesso Accordo (art. 34, comma 3).
Se ti occupi direttamente anche di primo soccorso, prevenzione incendi ed evacuazione, servono in più i corsi specifici per gli addetti (art. 34, comma 2-bis). Vedi addetti antincendio e primo soccorso.
L’art. 34 non prevede invii all’organo di vigilanza: conserva in azienda la dichiarazione con cui assumi il ruolo, la prova dell’informazione al RLS e gli attestati dei corsi. Il tuo nome, come RSPP, va indicato nel DVR.
Essere RSPP di te stesso non toglie il dovere di valutare i rischi con il medico competente, se è previsto, e di consultare il RLS prima di adottare il documento (art. 29). Le valutazioni che richiedono misurazioni (rumore, vibrazioni, agenti chimici) restano da affidare a un tecnico competente. Vedi anche come redigere il DVR.
La formazione dopo l’Accordo Stato-Regioni del 2025
L’Accordo Stato-Regioni del 17 aprile 2025 (repertorio n. 59/CSR), pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 119 del 24 maggio 2025 e in vigore dallo stesso giorno, riunisce la formazione prevista dal D.Lgs. 81/2008 e sostituisce gli accordi precedenti. Per il datore di lavoro le novità principali sono due.
- Un corso per tutti i datori di lavoro, anche per chi non fa il RSPP, in attuazione dell’art. 37, comma 7. Va completato entro il 24 maggio 2027.
- Un percorso specifico per il datore di lavoro RSPP, con aggiornamento quinquennale; le sintesi pubblicate indicano moduli aggiuntivi per alcuni settori (agricoltura, pesca, costruzioni, chimico).
Le sintesi degli enti di formazione parlano di 16 ore per il corso del datore di lavoro e di un modulo ulteriore per chi svolge i compiti del servizio, ma i numeri non coincidono in tutte le fonti: le durate vanno verificate sull’allegato A dell’Accordo, pubblicato dal Ministero del lavoro. Verifica anche come vengono riconosciuti i corsi che hai già frequentato prima del 24 maggio 2025.
Un consiglio pratico: tieni in una cartella gli attestati, con la data di scadenza dell’aggiornamento, e annota i corsi da fare nel programma di miglioramento del DVR. Per lavoratori e preposti vedi formazione sicurezza lavoratori.
Domande frequenti
Il titolare di un bar può essere RSPP?
Sì. Un bar rientra di solito tra le «altre aziende» dell’Allegato II, per cui il datore di lavoro può svolgere i compiti del servizio fino a 200 lavoratori. Deve informare prima il RLS o il RLST, frequentare il corso previsto e aggiornarsi. Se l’impresa è iscritta come artigiana, il limite scende a 30 lavoratori.
Serve un RSPP anche con un solo dipendente?
Sì. L’obbligo di organizzare il servizio e di designarne il responsabile vale per ogni datore di lavoro con almeno un lavoratore, contando anche soci lavoratori e tirocinanti. In un’azienda così piccola la soluzione più comune è il datore di lavoro RSPP, dopo il corso.
Se nomino un RSPP esterno, la responsabilità passa a lui?
No. L’art. 31, comma 5, dice che il ricorso a persone o servizi esterni non esonera il datore di lavoro dalla sua responsabilità. Il RSPP collabora alla valutazione e propone le misure; la valutazione dei rischi e il DVR restano obblighi non delegabili del datore di lavoro.
Il RLS può essere anche RSPP?
No. La funzione di RLS è incompatibile con la nomina a responsabile o addetto del servizio di prevenzione e protezione (art. 50, comma 7). Sono due ruoli diversi: il RSPP consiglia il datore di lavoro, il RLS rappresenta i lavoratori.
Entro quando devo fare il corso da datore di lavoro?
L’Accordo Stato-Regioni del 17 aprile 2025 prevede che il corso per i datori di lavoro sia completato entro il 24 maggio 2027. Chi ha già una formazione da datore di lavoro RSPP deve verificare, sul testo dell’Accordo o con l’ente di formazione, se e come viene riconosciuta.
Fonti
- D.Lgs. 9 aprile 2008, n. 81, art. 31 (Normattiva) (25 ottobre 2026)
- D.Lgs. 9 aprile 2008, n. 81, art. 32 (Normattiva) (25 ottobre 2026)
- D.Lgs. 9 aprile 2008, n. 81, art. 33 (Normattiva) (25 ottobre 2026)
- D.Lgs. 9 aprile 2008, n. 81, art. 34 e Allegato II (Normattiva) (25 ottobre 2026)
- D.Lgs. 9 aprile 2008, n. 81, art. 17 (Normattiva) (25 ottobre 2026)
- Accordo Stato-Regioni rep. atti n. 59/CSR del 17 aprile 2025 (GU n. 119 del 24 maggio 2025), disposizioni transitorie (25 ottobre 2026)
Testi letti alla data indicata. La normativa cambia: verifica sempre la versione in vigore.
Questa pagina informa e non prende il posto del RSPP, del medico competente né di una valutazione fatta in azienda.
Per approfondire
- RLS e RLST: chi rappresenta i lavoratori sulla sicurezza
- Responsabilità del datore di lavoro: obblighi, deleghe e controlli
- Formazione sicurezza lavoratori: chi, quante ore, ogni quanto
- Come redigere il DVR: chi lo fa, i passi e le firme
- Il DVR per la tua attività: Bar e ristorante
- Il DVR per la tua attività: Parrucchiere ed estetista
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- Il DVR per la tua attività: Ufficiostudio professionale, agenzia, servizi
- Il DVR per la tua attività: Panificio e pasticceriaforno, pasticceria, laboratorio con vendita
- Il DVR per la tua attività: Parrucchiere ed estetistasalone, barbiere, centro estetico, nail
- Il DVR per la tua attività: Officinameccanico, gommista, carrozzeria (formato completo dell’art. 28)