RLS e RLST: chi rappresenta i lavoratori sulla sicurezza
In ogni azienda, anche con un solo dipendente, i lavoratori hanno un rappresentante per la sicurezza: eletto tra loro (RLS) o, se non lo eleggono, territoriale (RLST). Il datore di lavoro deve consultarlo prima di valutare i rischi. Ecco come funziona e come documentarlo.
In breve
- Il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza è previsto in tutte le aziende, senza soglia minima (art. 47 del D.Lgs. 81/2008).
- Fino a 15 lavoratori il RLS è eletto direttamente dai lavoratori; se non viene eletto, le funzioni passano al RLST del territorio o del comparto.
- Il RLS va consultato in modo preventivo e tempestivo sulla valutazione dei rischi: la consultazione precede l’adozione del DVR (art. 29, comma 2).
- Su richiesta riceve copia del DVR, che consulta in azienda; il datore di lavoro comunica all’INAIL il nome del nuovo RLS.
- Il RLS ha diritto a una formazione iniziale di almeno 32 ore; un verbale datato e firmato è il modo più semplice per provare la consultazione.
Chi è il RLS e quando è obbligatorio
Il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza (RLS) è la persona eletta o designata per rappresentare i lavoratori su salute e sicurezza. L’art. 47 del D.Lgs. 81/2008 lo prevede in tutte le aziende o unità produttive, senza un numero minimo di lavoratori: anche il bar con un dipendente o lo studio con una segretaria hanno un rappresentante, eletto o territoriale.
Il modo di individuarlo cambia con le dimensioni:
| Azienda | Come si individua il RLS |
|---|---|
| Fino a 15 lavoratori | Eletto direttamente dai lavoratori al loro interno, oppure individuato per più aziende a livello territoriale o di comparto (RLST) |
| Oltre 15 lavoratori | Eletto o designato nell’ambito delle rappresentanze sindacali aziendali; se mancano, eletto dai lavoratori |
Il numero di rappresentanti, le modalità di elezione, il tempo retribuito e gli strumenti sono definiti dalla contrattazione collettiva (art. 47, comma 5); il minimo è un RLS fino a 200 lavoratori (comma 7).
Il datore di lavoro non sceglie il RLS: lo eleggono i lavoratori. Il suo compito è permettere l’elezione e, dopo, rispettare le prerogative del rappresentante.
Il RLST: quando i lavoratori non eleggono nessuno
Se in azienda non si procede all’elezione, le funzioni del RLS sono esercitate dal rappresentante territoriale (RLST) o da quello di sito produttivo (art. 47, comma 8). Il RLST opera per tutte le aziende del territorio o del comparto in cui non c’è un RLS (art. 48, comma 1).
Come funziona in pratica:
- le modalità di elezione o designazione sono fissate dagli accordi collettivi nazionali; il nominativo del RLST viene comunicato alle aziende e ai lavoratori dall’organismo paritetico del settore o, in mancanza, dal Fondo dell’art. 52 (art. 48, commi 2 e 6);
- accede ai luoghi di lavoro con il preavviso previsto dagli accordi; in caso di infortunio grave il preavviso non serve, ma va prima avvisato l’organismo paritetico (comma 4);
- le aziende senza RLS partecipano al Fondo dell’art. 52, salvo le esenzioni previste dagli accordi (comma 3);
- ha una formazione più lunga: almeno 64 ore iniziali, da completare entro tre mesi, e 8 ore di aggiornamento ogni anno (comma 7).
Se non sai chi è il RLST per la tua attività, chiedilo all’associazione di categoria o all’organismo paritetico del tuo contratto collettivo. Il nome serve: va indicato nel DVR (art. 28, comma 2, lettera e) e il RLST va consultato come lo sarebbe un RLS interno.
Che cosa può fare il RLS
Le attribuzioni sono elencate nell’art. 50, comma 1. Le principali, per una piccola impresa:
- accede ai luoghi di lavoro in cui si svolgono le lavorazioni;
- è consultato sulla valutazione dei rischi, sulla designazione del RSPP, degli addetti all’emergenza e del medico competente, e sull’organizzazione della formazione;
- riceve le informazioni e la documentazione aziendale su rischi, misure, sostanze, macchine, organizzazione del lavoro, infortuni e malattie professionali;
- promuove misure di prevenzione e formula proposte;
- avverte il datore di lavoro dei rischi che individua;
- partecipa alla riunione periodica, dove prevista;
- può fare ricorso alle autorità competenti se ritiene che le misure adottate non siano idonee.
Il RLS ha diritto al tempo necessario senza perdita di retribuzione e ai mezzi per svolgere il ruolo, e non può subire pregiudizi a causa della sua attività (comma 2). In cambio è tenuto al segreto industriale e alla riservatezza sui documenti che vede (comma 6). Non può essere anche RSPP o addetto del servizio di prevenzione e protezione (comma 7).
Nelle aziende fino a 15 lavoratori la riunione periodica non è obbligatoria, ma il RLS può chiederne la convocazione quando cambiano in modo significativo le condizioni di esposizione al rischio (art. 35, comma 4).
La consultazione sulla valutazione dei rischi
La valutazione dei rischi e l’elaborazione del DVR si fanno previa consultazione del RLS (art. 29, comma 2). L’art. 50, comma 1, lettera b, aggiunge che la consultazione è preventiva e tempestiva: il rappresentante va sentito mentre la valutazione si fa, non a documento chiuso. Lo stesso vale per gli aggiornamenti del DVR.
Consultare non significa ottenere un’approvazione. Il RLS esprime osservazioni e proposte; il datore di lavoro decide e resta responsabile. Ma la consultazione deve esserci davvero: dichiarare una consultazione mai avvenuta è un falso, non una formalità.
Come farla bene, in tre passi:
- consegna al RLS (o al RLST) la bozza della valutazione o i suoi contenuti principali, con un tempo ragionevole per leggerli;
- incontralo, ascolta le osservazioni e annota le proposte, anche quelle che non accogli, con il motivo;
- scrivi un verbale di consultazione con data, partecipanti, documento esaminato, osservazioni e firme.
La firma del RLS sul DVR ha un altro scopo: per l’art. 28, comma 2, serve solo alla prova della data, non vale come consenso al contenuto. Per questo il verbale separato è utile. Sulla data del documento vedi data certa del DVR.
Accesso al DVR e comunicazione all’INAIL
Il datore di lavoro consegna tempestivamente al RLS, su sua richiesta, copia del DVR (art. 18, comma 1, lettera o; art. 50, comma 4). Il documento si consulta esclusivamente in azienda: il RLS non lo porta fuori e lo tratta con riservatezza. Se in azienda lavorano ditte esterne, il RLS riceve su richiesta anche il documento sui rischi da interferenze (art. 50, comma 5); vedi DUVRI, appalti e ditte esterne.
C’è poi un adempimento spesso dimenticato: in caso di nuova elezione o designazione, il datore di lavoro comunica per via telematica all’INAIL i nominativi dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza (art. 18, comma 1, lettera aa). La comunicazione si fa con i servizi online dell’Istituto.
Il nome del RLS o del RLST va infine riportato nel DVR, insieme a quelli del RSPP e del medico competente (art. 28, comma 2, lettera e), e comunicato ai lavoratori.
La formazione del RLS
Il RLS ha diritto a una formazione particolare sui rischi del proprio ambito, sufficiente per conoscere le principali tecniche di controllo e prevenzione (art. 37, comma 10). La legge fissa i minimi (comma 11):
| Formazione | Durata minima |
|---|---|
| Corso iniziale | 32 ore, di cui 12 sui rischi specifici presenti in azienda, con verifica di apprendimento |
| Aggiornamento, aziende da 15 a 50 lavoratori | 4 ore all’anno |
| Aggiornamento, aziende oltre 50 lavoratori | 8 ore all’anno |
Per le aziende più piccole la legge non fissa un minimo di aggiornamento: verifica che cosa prevede il tuo contratto collettivo. La formazione si svolge durante l’orario di lavoro, senza costi per il lavoratore, e in collaborazione con gli organismi paritetici dove esistono (art. 37, comma 12).
Per il RLST i minimi sono diversi: 64 ore iniziali e 8 ore di aggiornamento annuale (art. 48, comma 7). Tieni gli attestati del RLS insieme a quelli degli altri corsi: li trovi elencati in documenti e registri obbligatori.
Domande frequenti
Il RLS è obbligatorio anche con un solo dipendente?
Sì. L’art. 47 prevede il rappresentante in tutte le aziende, senza soglia. Con pochi lavoratori può essere eletto uno di loro; se non lo eleggono, le funzioni sono svolte dal RLST del territorio o del comparto, che va consultato come un RLS interno.
Il datore di lavoro può nominare il RLS?
No. Il RLS è eletto o designato dai lavoratori, non scelto dal datore di lavoro. Il datore di lavoro deve consentire l’elezione, comunicare all’INAIL il nominativo del nuovo RLS e assicurargli tempo, mezzi e formazione.
Il RLS deve firmare il DVR?
La firma del RLS sul DVR serve solo a provare la data del documento (art. 28, comma 2), non è un’approvazione. Quello che la legge chiede è la consultazione preventiva sulla valutazione dei rischi. Un verbale di consultazione datato e firmato è il modo più semplice per dimostrarla.
Che cosa succede se il RLS non è d’accordo con la valutazione?
Il datore di lavoro non è obbligato ad accogliere tutte le osservazioni: decide lui e ne resta responsabile. Conviene però annotare nel verbale le proposte e il motivo per cui non sono state accolte. Se ritiene le misure non idonee, il RLS può rivolgersi alle autorità competenti (art. 50, comma 1, lettera o).
Chi paga la formazione del RLS?
Il datore di lavoro. La formazione si svolge durante l’orario di lavoro e non può comportare costi per il lavoratore (art. 37, comma 12). Il corso iniziale dura almeno 32 ore.
Fonti
- D.Lgs. 9 aprile 2008, n. 81, art. 47 (Normattiva) (25 ottobre 2026)
- D.Lgs. 9 aprile 2008, n. 81, art. 48 (Normattiva) (25 ottobre 2026)
- D.Lgs. 9 aprile 2008, n. 81, art. 50 (Normattiva) (25 ottobre 2026)
- D.Lgs. 9 aprile 2008, n. 81, art. 37 (Normattiva) (25 ottobre 2026)
- D.Lgs. 9 aprile 2008, n. 81, art. 29 (Normattiva) (25 ottobre 2026)
- D.Lgs. 9 aprile 2008, n. 81, art. 18 (Normattiva) (25 ottobre 2026)
- D.Lgs. 9 aprile 2008, n. 81, art. 35 (Normattiva) (25 ottobre 2026)
Testi letti alla data indicata. La normativa cambia: verifica sempre la versione in vigore.
Questa pagina informa e non prende il posto del RSPP, del medico competente né di una valutazione fatta in azienda.
Per approfondire
- RSPP e datore di lavoro: chi può svolgere il ruolo e come
- Data certa del DVR: che cos’è e come ottenerla
- Come redigere il DVR: chi lo fa, i passi e le firme
- Aggiornamento del DVR: quando rifarlo e in quanti giorni
- DUVRI e ditte esterne: gli obblighi quando affidi un lavoro
- Il DVR per la tua attività: Bar e ristorantebar, ristorante, pizzeria, trattoria, gelateria
- Il DVR per la tua attività: Ufficiostudio professionale, agenzia, servizi