Movimenti ripetitivi e posture: mani, polsi e spalle a rischio
Una forbice, un phon, uno scanner, un mattarello: attrezzi leggeri, usati migliaia di volte al giorno. Il sovraccarico biomeccanico degli arti superiori porta a tendiniti e sindrome del tunnel carpale, e nelle piccole imprese colpisce parrucchieri, cassieri, baristi e panificatori. Qui trovi come si riconosce, come si valuta e che cosa scrivere nel DVR.
In breve
- I movimenti ripetitivi rientrano nel Titolo VI del D.Lgs. 81/2008, che tutela anche dalle patologie da sovraccarico biomeccanico degli arti superiori (art. 167).
- L’Allegato XXXIII richiama la ISO 11228-3 per i bassi carichi ad alta frequenza; la norma è uscita in una nuova edizione nel maggio 2026.
- La checklist OCRA, molto usata in Italia, considera frequenza, forza, posture, tempi di recupero e fattori complementari, e colloca ogni compito in una fascia di rischio.
- Le misure più efficaci sono organizzative e di attrezzatura: pause, rotazione dei compiti, strumenti leggeri ed ergonomici, postazioni regolabili.
- Se la valutazione indica un rischio, il medico competente attiva la sorveglianza sanitaria (art. 168, comma 2, lettera d).
Che cos’è e dove si trova nelle piccole imprese
Il sovraccarico biomeccanico degli arti superiori nasce da gesti brevi, rapidi e sempre uguali, spesso con il braccio sollevato, il polso piegato o una presa a pizzico, senza tempi sufficienti di recupero. Le conseguenze tipiche sono la sindrome del tunnel carpale, le tendiniti di polso e spalla, l’epicondilite, i disturbi della cuffia dei rotatori e il dolore cervicale. Si aggiungono le posture fisse: ore in piedi al banco, in cassa o alla poltrona, oppure seduti al computer.
I fattori che pesano di più sono la frequenza dei gesti, la forza, la postura di spalla, gomito, polso e mano, la mancanza di pause e alcuni fattori complementari come vibrazioni, freddo, guanti inadatti o attrezzi che comprimono il palmo.
| Mestiere | Compiti ripetitivi e posture tipiche |
|---|---|
| Parrucchiere ed estetista | taglio con forbici, piega con phon e spazzola a braccia sollevate, tintura, massaggi, manicure; ore in piedi |
| Negozio | cassa: passaggio degli articoli allo scanner, insacchettamento; rifornimento degli scaffali bassi e alti |
| Bar e ristorante | battitura del portafiltri, spillatura, apertura di bottiglie, taglio in cucina, impasto a mano |
| Panificio e pasticceria | formatura, stesura delle pizze, decorazione con la tasca, farcitura |
| Officina | battitura e carteggiatura delle lamiere, avvitatura, riparazione dei pneumatici, lavoro sotto il ponte |
| Ufficio | mouse e tastiera, posture sedute prolungate |
Il registratore di cassa è escluso dalle regole sui videoterminali (art. 172, comma 2), ma la ripetitività del lavoro in cassa resta un rischio da valutare con il Titolo VI. I sollevamenti di carichi pesanti sono trattati nella pagina sulla movimentazione manuale dei carichi.
Che cosa dice la legge
Non esiste un titolo del D.Lgs. 81/2008 dedicato solo ai movimenti ripetitivi: rientrano nel Titolo VI. L’art. 167 definisce le patologie da sovraccarico biomeccanico come quelle delle strutture osteoarticolari, muscolotendinee e nervovascolari, e l’art. 168 obbliga il datore di lavoro a valutare il rischio, ridurlo e sottoporre i lavoratori a sorveglianza sanitaria sulla base della valutazione.
L’Allegato XXXIII considera tra gli elementi di rischio gli sforzi troppo frequenti o prolungati, le pause insufficienti e il ritmo imposto, e richiama la ISO 11228-3, dedicata alla movimentazione di bassi carichi ad alta frequenza. Le norme tecniche sono i criteri di riferimento (art. 168, comma 3).
Due novità da conoscere:
- la ISO 11228-3 è stata pubblicata in seconda edizione nel maggio 2026, in sostituzione di quella del 2007. L’edizione precedente proponeva l’indice OCRA per l’analisi dettagliata; la nuova presenta un metodo di valutazione in appendice e una tabella di più metodi con i criteri per sceglierli. Chiedi al tuo consulente quale metodo usa e su quale edizione si basa;
- per le posture statiche il riferimento è la ISO 11226, e la guida applicativa ISO/TR 12295 collega le due norme.
Nelle procedure standardizzate il Modulo 2 distingue due voci: movimenti ripetitivi («elevata frequenza dei movimenti con tempi di recupero insufficienti») e posture incongrue («prolungata assunzione di postura incongrua»).
Come si valuta: la checklist OCRA
Si parte dall’elenco dei compiti ripetitivi di ogni mansione e dalla loro durata nel turno: quanti minuti di taglio, di piega, di cassa, di stesura. Poi, per ogni compito e per ciascun arto, si applica un metodo riconosciuto. Il più usato nelle piccole imprese è la checklist OCRA, che assegna un punteggio a:
- frequenza delle azioni tecniche al minuto;
- forza richiesta;
- posture di spalla, gomito, polso e mano, e ripetizione di gesti identici;
- tempi di recupero (pause, compiti diversi);
- fattori complementari (vibrazioni, freddo, guanti, colpi con la mano);
- durata complessiva del lavoro ripetitivo.
Il punteggio colloca il compito in una fascia, secondo la tabella delle schede INAIL riportata anche dall’ATS Insubria:
| Punteggio checklist OCRA | Fascia | Azioni suggerite |
|---|---|---|
| fino a 7,5 | verde | rischio accettabile; ripetere periodicamente la valutazione |
| da 7,6 a 11 | gialla | borderline: ripetere la valutazione e ridurre il rischio dove possibile |
| da 11,1 a 22,5 | rossa (lieve o media) | miglioramenti, sorveglianza sanitaria, informazione e formazione |
| oltre 22,5 | viola | rischio elevato: miglioramenti immediati, sorveglianza, formazione |
In un caso di studio presentato dall’ATS Insubria su un salone, piega con phon, taglio e tintura risultavano in fascia rossa o viola, e il massaggio superava 22,5. Non sono numeri da copiare nel tuo DVR: dipendono dai tempi e dagli attrezzi di ogni salone, ma mostrano che il rischio è concreto.
Chi la fa
La checklist richiede formazione specifica: si osserva il lavoro, spesso con un video, e si contano le azioni. Puoi partire dalle schede di rischio INAIL per comparto, ma i tempi vanno verificati sul tuo lavoro reale. Per compiti numerosi o variabili conviene un professionista esperto di ergonomia, insieme al RSPP e al medico competente.
Misure tipiche: pause, rotazione, attrezzi migliori
- Organizzative: alternare compiti ripetitivi e compiti diversi; distribuire gli appuntamenti più gravosi nella settimana; prevedere brevi pause di recupero; ruotare tra colleghi piega, lavaggi e reception, cassa e rifornimento, banco e preparazioni.
- Tecniche: in salone, poltrona del cliente alzata o abbassata a ogni servizio secondo la statura di chi lavora, per tenere il più possibile le braccia sotto il livello delle spalle; forbici, spazzole, phon e tosatrici senza filo scelti per peso, bilanciamento e forma dell’impugnatura dopo averli fatti provare agli operatori, mancini compresi; forbici affilate con regolarità e con la vite di tensione regolata, perché una lama che non scorre costringe la mano a stringere di più; scanner manuale per gli articoli pesanti in cassa e postazione con scanner e POS vicini; pressino ergonomico e macinadosatore al banco; formatrice, stendipizza e dosatori in laboratorio; banchi regolabili e utensili elettrici o pneumatici che riducono la forza in officina.
- Contro la stazione eretta: tappetini antifatica, sgabelli appoggiaglutei, alternanza tra lavoro in piedi e seduto, calzature comode e chiuse.
- Formative: spiegare i primi segnali da non trascurare, come formicolii notturni alle dita, dolore al polso o alla spalla, e l’uso corretto di attrezzi e regolazioni.
- DPI: guanti della taglia giusta che non costringano a stringere di più; ginocchiere per chi lavora in ginocchio.
Secondo le indicazioni dell’ATS Insubria, per la piega con il phon le sole misure organizzative non bastano già dopo un paio d’ore di attività: servono anche interventi sugli attrezzi e sulla seduta del cliente.
Sorveglianza sanitaria e lavoratrici in gravidanza
Se la valutazione colloca un compito in fascia rossa o viola, la sorveglianza sanitaria del medico competente è tra le azioni previste, insieme ai miglioramenti e alla formazione (art. 168, comma 2, lettera d). Il medico stabilisce il protocollo e la periodicità e può segnalare i lavoratori con disturbi iniziali: è l’occasione per intervenire prima che il disturbo diventi cronico.
Per le lavoratrici in gravidanza il D.Lgs. 151/2001 vieta, tra i lavori faticosi dell’Allegato A, quelli che obbligano a stare in piedi per più di metà dell’orario o in una posizione particolarmente affaticante: in salone, in cassa e al banco serve spesso un cambio di mansione. Per le malattie che possono derivare da questo rischio vedi la guida sulle malattie professionali.
Come compare nel DVR
Nel Modulo 2 delle procedure standardizzate segni come presenti le voci «movimenti ripetitivi» e «posture incongrue» per le mansioni interessate. Nel Modulo 3 riporti:
- tra gli strumenti di supporto, il metodo usato (checklist OCRA, schede INAIL, ISO 11228-3) con i punteggi per compito e per arto;
- tra le misure attuate, rotazioni, pause, attrezzi ergonomici, postazioni regolabili;
- nel programma di miglioramento, gli attrezzi da sostituire, le modifiche all’agenda o ai turni e l’eventuale avvio della sorveglianza sanitaria, con incaricato e data.
Il documento che prepari con il nostro aiuto alla redazione segnala la «valutazione della movimentazione manuale dei carichi (Titolo VI)», che comprende i movimenti ripetitivi, come valutazione specifica da svolgere o da allegare. Il punteggio OCRA lo calcola chi ha la formazione per farlo; la scelta delle misure resta tua, con il RSPP e il medico competente, dopo la consultazione del RLS o RLST.
Domande frequenti
Che cos’è la checklist OCRA?
È un metodo per stimare il rischio da movimenti ripetitivi degli arti superiori. Assegna un punteggio a frequenza, forza, posture, recupero e fattori complementari, per ogni compito e per ciascun arto, e colloca il risultato in fasce verde, gialla, rossa o viola che orientano le misure.
Il lavoro in cassa rientra nei videoterminali?
No: l’art. 172 del D.Lgs. 81/2008 esclude i registratori di cassa dalle regole sui videoterminali. I movimenti ripetitivi e la postura dell’addetto alla cassa vanno però valutati come rischio da sovraccarico biomeccanico, secondo il Titolo VI.
Ogni quanto va rifatta la valutazione dei movimenti ripetitivi?
La legge non fissa una scadenza. Va rifatta quando cambiano organizzazione, ritmi, attrezzi o mansioni, e quando il medico competente segnala disturbi (art. 29, comma 3). Anche con esito verde le indicazioni operative suggeriscono di ripeterla periodicamente.
Una parrucchiera incinta può lavorare in piedi tutto il giorno?
No. Il D.Lgs. 151/2001 vieta in gravidanza i lavori che obbligano a stare in piedi per più di metà dell’orario. Il datore di lavoro deve adibirla ad altre mansioni compatibili per il periodo di divieto e aggiornare la valutazione dei rischi per la maternità.
La sindrome del tunnel carpale può essere una malattia professionale?
Sì, quando è collegata al lavoro, per esempio a compiti ripetitivi di mano e polso. Il medico che la sospetta avvia la segnalazione; nel DVR la valutazione dei movimenti ripetitivi e le misure adottate documentano che cosa hai fatto per prevenirla.
Fonti
- D.Lgs. 9 aprile 2008, n. 81, art. 167 (definizioni: patologie da sovraccarico biomeccanico) (Normattiva) (25 ottobre 2026)
- D.Lgs. 9 aprile 2008, n. 81, art. 168 (obblighi del datore di lavoro) (Normattiva) (25 ottobre 2026)
- D.Lgs. 9 aprile 2008, n. 81, art. 172 (campo di applicazione del Titolo VII, esclusioni) (Normattiva) (25 ottobre 2026)
- Certifico, ISO 11228-3:2026, seconda edizione pubblicata l’8 maggio 2026 (movimenti ripetitivi degli arti superiori) (25 ottobre 2026)
- ATS Insubria, Rischi per la salute nel settore acconciatura: dermatiti, asma, sovraccarico biomeccanico, rischio biologico, tutela della maternità (2019) (25 ottobre 2026)
- INAIL, Conoscere il rischio: la norma tecnica UNI ISO 11228-1 (serie ISO 11228 e ISO/TR 12295) (2024) (25 ottobre 2026)
- Commissione europea, DG Occupazione, affari sociali e inclusione, Non-binding guidelines for the hairdressing sector, giugno 2021, © Unione europea 2021, licenza CC BY 4.0 (https://creativecommons.org/licenses/by/4.0/): testo originale in inglese; le indicazioni dei §§ 2, 2.2, 2.3 e 2.3.1 sui disturbi muscolo-scheletrici sono qui tradotte in italiano, riassunte e adattate (26 ottobre 2026)
Testi letti alla data indicata. La normativa cambia: verifica sempre la versione in vigore.
Questa pagina informa e non prende il posto del RSPP, del medico competente né di una valutazione fatta in azienda.
Per approfondire
- Movimentazione manuale dei carichi: valutazione e misure
- Videoterminali: postazione, pause e visite per chi lavora al PC
- Malattie professionali: che cosa sono e come si denunciano
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