Il metodo: come nasce il tuo DVR, dalle fonti ai controlli
Qui ti spieghiamo come funziona il servizio dietro le domande: da dove vengono i contenuti, quali regole applichiamo al tuo caso, come viene scritto il documento e che cosa il servizio non fa.
In breve
- Il contenuto parte da un repertorio per mestiere costruito su fonti pubbliche: modello ministeriale, D.Lgs. 81/2008, pubblicazioni INAIL e guide delle aziende sanitarie.
- Per ogni pericolo rispondi a una domanda chiusa; il documento riporta ciò che hai dichiarato, segna «da verificare» ciò che non sai e non aggiunge nulla di inventato.
- Regole fisse decidono formato, soglie, esclusioni, RSPP e sorveglianza sanitaria, e fermano il percorso nei casi in cui il servizio non è adatto.
- Il testo è assemblato in modo deterministico, senza un modello di linguaggio generativo: stesse risposte, stesso documento.
- I limiti sono dichiarati: nessun sopralluogo, nessuna misurazione, responsabilità del datore di lavoro; la rilettura del repertorio da parte di un RSPP è prevista prima della pubblicazione definitiva ed è in corso.
Da dove vengono i contenuti
Ogni mestiere del servizio (bar e ristorante, parrucchiere e centro estetico, negozio, ufficio, panificio e pasticceria, officina) ha un repertorio scritto in anticipo, costruito a partire da fonti pubbliche:
- il modello ministeriale delle procedure standardizzate (decreto interministeriale del 30 novembre 2012), da cui prende l’ordine e l’elenco delle famiglie di pericoli;
- il D.Lgs. 81/2008 e i suoi allegati, per i riferimenti di legge;
- le pubblicazioni dell’INAIL e le schede di settore;
- le guide delle aziende sanitarie, delle Regioni e degli enti bilaterali e le schede dell’Agenzia europea EU-OSHA.
Il repertorio di un mestiere contiene le fasi del ciclo di lavoro con aree, attrezzature, sostanze e mansioni. Per ogni pericolo contiene la domanda, i riferimenti di legge, esempi di incidente, le misure tipiche già attuate e le misure di miglioramento con tipologia e priorità. Contiene anche i segnali che contano: se serve una valutazione specifica, se può servire la sorveglianza sanitaria, se da 11 a 50 lavoratori esclude le procedure standardizzate (art. 29, comma 7). L’elenco delle fonti con la data di lettura e la versione del repertorio sono nel PDF.
Domande chiuse, una per pericolo
Il percorso non ti chiede di scrivere. Per ogni pericolo del tuo mestiere rispondi presente, assente o non so, e spunti le misure che hai già, scegliendo tra quelle tipiche. Puoi aggiungere una nota libera per le situazioni che le domande non coprono.
Ne derivano tre comportamenti:
- ciò che dichiari è riportato nel documento così com’è;
- «non so» diventa da verificare, con l’invito a controllare il punto con il RSPP prima di firmare;
- ciò che non dichiari non viene inventato: una misura tipica non spuntata finisce nel programma di miglioramento come «da attuare o da confermare».
La nota libera è riportata ma non interpretata: spetta al datore di lavoro, con il RSPP, portarla nei moduli.
Le regole che decidono il tuo caso
Dopo le risposte, regole fisse e dichiarate decidono che cosa succede. Le principali:
| Se… | Il servizio… |
|---|---|
| Hai fino a 10 lavoratori | Usa le procedure standardizzate (art. 29, comma 5); se c’è un rischio chimico, avvisa di confermare la scelta con il RSPP |
| Hai da 11 a 50 lavoratori, senza agenti chimici o biologici, atmosfere esplosive, cancerogeni o amianto | Usa le procedure standardizzate per scelta (comma 6) |
| Hai da 11 a 50 lavoratori e uno di questi rischi | Passa al formato completo dell’art. 28 (comma 7) |
| La tua è un’officina | Usa sempre il formato completo |
| Hai oltre 50 lavoratori | Si ferma: rivolgiti al tuo RSPP |
| Non hai indicato nessun RSPP | Si ferma: il documento si redige con il RSPP (art. 29, comma 1) |
| Sei datore di lavoro RSPP oltre 30 lavoratori (artigiane e industriali) o 200 (altre) | Si ferma (art. 34, Allegato II) |
| Non hai consultato il RLS o il RLST | Si ferma: il documento si adotta dopo la consultazione (art. 29, comma 2) |
| Ci sono pericoli con sorveglianza sanitaria e nessun medico competente | Avvisa e mette nel programma la verifica con il RSPP |
| In azienda lavorano ditte esterne | Allega il promemoria sul DUVRI (art. 26) |
| L’attività è iniziata da meno di 90 giorni | Ricorda il termine di 90 giorni (art. 28, comma 3-bis) |
Dove una regola è discussa, come il rischio chimico sotto i 10 lavoratori, il servizio lo dice e rimanda al RSPP invece di decidere al posto tuo. Per capire quale formato ti riguarda c’è anche lo strumento quale formato scegliere.
Come viene scritto il documento
Il documento è deterministico: nasce dall’incontro di tre cose, il repertorio del tuo mestiere, le tue risposte e le regole sopra, assemblate in un modello di documento. Non c’è un modello di linguaggio generativo che scriva al momento: nessun testo viene inventato mentre ordini. Le conseguenze sono pratiche:
- stesse risposte, stesso documento: cambiano solo date e scadenze;
- ogni riga è tracciabile: dal documento risali al repertorio e alle sue fonti;
- nessun punteggio di rischio: il modello delle procedure standardizzate non lo impone e non vogliamo dare una falsa idea di precisione;
- scadenze calcolate dalla data di elaborazione: immediata entro 30 giorni, a breve termine entro 90, a medio termine entro 180;
- allegati generati con gli stessi dati: verbale di consultazione, designazione del RSPP o dichiarazione del datore di lavoro, designazione degli addetti, guida alla data certa e, se servono, promemoria sul DUVRI.
Il risultato è un PDF con copertina, premessa, Moduli, programma, firme e allegati. Per vederlo parte per parte guarda l’esempio di DVR.
I controlli automatici
Il repertorio, il documento e i testi del sito sono sottoposti a controlli automatici e ripetibili:
- struttura del repertorio: tutti i campi obbligatori, famiglie di pericoli nell’ordine del modello, riferimenti e misure presenti per ogni pericolo, priorità e tipologie valide;
- documenti di prova: per ogni mestiere si genera un documento con due profili di esempio, uno fino a 10 lavoratori e uno da 11 a 50, e si verifica che ci siano tutte le sezioni, tutti i pericoli nel Modulo 2, il programma, le firme e gli allegati;
- scenari dell’instradamento: i casi che devono fermare il percorso lo fermano e i formati cambiano come previsto;
- formule vietate: nel documento e nei testi del sito non possono comparire promesse di esito o di regolarità, leve sulla paura dei controlli o frasi che presentino il servizio come un sostituto del RSPP o del medico competente;
- testi del sito: lunghezza, struttura, collegamenti interni e fonti ufficiali con data di lettura.
Questi controlli verificano la forma e le regole, non la correttezza di ogni contenuto: per questo è prevista anche la rilettura di un RSPP.
I limiti, detti chiaramente
- Nessun sopralluogo. Il documento si basa solo su ciò che dichiari.
- Nessuna misurazione e nessuna valutazione specifica. Rumore, rischio chimico, vibrazioni, atmosfere esplosive e simili sono segnalati e restano a un professionista.
- Sei mestieri e aziende fino a 50 lavoratori. Per altre attività non c’è ancora un repertorio.
- Le note libere non sono interpretate.
- Riferimenti ed esempi non sono esaustivi. Le norme cambiano: verifica sul testo vigente.
- Il servizio non prende il posto del RSPP né del medico competente e non promette nessun esito in caso di controllo.
- La responsabilità resta del datore di lavoro, che valuta con il RSPP dopo la consultazione del RLS o del RLST.
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La rilettura da parte di un RSPP
Un repertorio costruito da fonti pubbliche e controllato in modo automatico non basta, quando il contenuto riguarda la sicurezza delle persone. Una rilettura del repertorio da parte di un RSPP è prevista prima della pubblicazione definitiva ed è in corso.
Ogni PDF indica la versione del repertorio usata e la data di elaborazione, così sai su quale base è stato scritto. Fino alla conclusione della rilettura, e anche dopo, il documento va letto, corretto e fatto rileggere al tuo RSPP o al tuo consulente prima di firmare.
Domande frequenti
Chi scrive il mio DVR: una persona o un programma?
Il documento è assemblato da un programma, in modo deterministico, a partire dai testi del repertorio del tuo mestiere e dalle tue risposte. Non c’è un modello di linguaggio generativo che scrive il testo al momento. I testi del repertorio sono preparati in anticipo da fonti pubbliche, con i riferimenti indicati, e sono sottoposti a controlli automatici; la rilettura di un RSPP è prevista prima della pubblicazione definitiva.
Posso fidarmi dei riferimenti di legge nel documento?
Ogni pericolo riporta i suoi riferimenti e il PDF elenca le fonti con la data di lettura. I riferimenti e gli esempi non sono esaustivi e le norme cambiano: controlla sul testo vigente e, per le questioni dubbie, chiedi al tuo RSPP o al tuo consulente.
Perché il servizio si ferma se ho più di 50 lavoratori o non ho un RSPP?
Oltre 50 lavoratori le procedure standardizzate non si applicano e servono una valutazione più strutturata e un RSPP: il servizio non è pensato per quel caso. Senza RSPP il documento non può essere redatto in collaborazione con lui, come chiede l’art. 29, comma 1. Meglio fermarsi e dirtelo che produrre un documento incompleto.
Perché nel documento non ci sono punteggi di rischio?
Il modello ufficiale delle procedure standardizzate non li impone: chiede di indicare se un pericolo è presente e quali misure sono attuate. Un punteggio basato su risposte chiuse darebbe una falsa idea di precisione. Dove serve una valutazione quantitativa, come per il rumore o gli agenti chimici, il documento la segnala e resta da fare con un professionista.
Che cosa vuol dire «da verificare» nel documento?
Compare dove hai risposto «Non so», o dove il documento non può sapere qualcosa, per esempio se serve un medico competente. È un invito a controllare quel punto con il RSPP prima di firmare. Un documento con molti «da verificare» non va firmato così com’è.
Fonti
- Procedura standardizzata per la valutazione dei rischi, decreto interministeriale 30 novembre 2012 (Ministero del lavoro) (25 ottobre 2026)
- D.Lgs. 9 aprile 2008, n. 81, art. 28: oggetto della valutazione dei rischi (Normattiva) (25 ottobre 2026)
- D.Lgs. 9 aprile 2008, n. 81, art. 29: modalità di effettuazione della valutazione (Normattiva) (25 ottobre 2026)
- D.Lgs. 9 aprile 2008, n. 81, art. 34: svolgimento diretto da parte del datore di lavoro dei compiti del servizio di prevenzione (Normattiva) (25 ottobre 2026)
- D.Lgs. 9 aprile 2008, n. 81, art. 26: obblighi connessi ai contratti d’appalto o d’opera (Normattiva) (25 ottobre 2026)
Testi letti alla data indicata. La normativa cambia: verifica sempre la versione in vigore.
Questa pagina informa e non prende il posto del RSPP, del medico competente né di una valutazione fatta in azienda.